Il tavolo della nonna

Con l’arrivo del nostro primo figlio abbiamo lasciato il nostro piccolo bilocale per un appartamento con una stanza e un bagno in più.
Ricorderò per un po’ di anni il momento del trasloco. Era giugno, faceva caldissimo e avevo una pancia enorme.

Inizialmente, complice anche il budget risicato, abbiamo optato per un arredamento molto economico. La scelta si è rivelata azzeccata specialmente considerando la turbolenza di un bambino piccolo. E così il momento di sostituirli con “mobili definitivi” è stato sempre rimandato.

Questo in fondo non è stato un male perché ci ha permesso di capire meglio come organizzare gli spazi da un lato e dall’altro di recuperare negli anni vecchi mobili. Come ad esempio è avvenuto per il tavolo. Era il tavolo dei miei nonni. Vecchio, quadrato e un po’ ingombrante ma pieno di ricordi. Mi piace pensare che sia un po’ lo spirito dei Natali passati, di quello presente e, spero, di quelli futuri.

Quando è stato il momento, nessuno in famiglia lo poteva tenere e quindi ci siamo fatti avanti noi. Abbiamo chiamato un restauratore, l’abbiamo fatto riportare allo splendore di un tempo con un tocco nuovo: le gambe bianche che completano il piano noce. Prossimo passo, le sedie.

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Bicchieri country style

Dopo 10 anni da quando ho comprato le stoviglie per la mia prima casa, ho deciso di rifare il look alla mia tavola. Ho iniziato dai bicchieri scegliendo questo modello molto iconico che mi ricorda molto la mensa della scuola da un lato e le vecchie trattorie di paese dall’altro. L’ho trovato in due dimensioni, quello più piccolo alto 8,2 cm da usare per l’acqua e quello alto 10 cm per il vino.

 

B&B Dindina: un weekend nelle Langhe

Settembre è per eccellenza il mese dell’uva e quindi del vino. In Italia sono innumerevoli i vigneti e le cantine, ciascuno con la propria specificità, il proprio aroma, le proprie caratteristiche. Oggi vi racconto il mio viaggio nelle Langhe, in Piemonte, nella zona del Barbaresco. Sinceramente ero un po’ preoccupata prima di partire perché era la prima volta che al seguito avevo anche lo gnomo di 10 mesi e l’idea di andare in visita in un B&B a conduzione familiare in un paesino poco conosciuto del cuneese un po’ mi spaventava. Invece la svolta è stata proprio quella. E’ stato come essere ospitati un weekend a casa dei nonni. Delfina e Sergio, proprietari del Dindina, ci hanno fatto sentire accolti dal primo istante che abbiamo varcato la piccola porticina di legno dell’agriturismo di Neviglie regalandoci un weekend di accoglienza, buona cucina (vi dico solo che domenica mattina Delfina ci ha preparato appena svegli le frittelle di mele) e una vista mozzafiato sui colli circostanti.

Il B&B è in quella che era la vecchia casa dove Sergio abitava con i genitori e il fratello. Dismessa negli anni settanta per una soluzione più moderna, nel 2000 è stata totalmente restaurata pur mantenendo inalterate le destinazioni d’uso delle stanze e trasformata in un agriturismo con tre camere da letto. Gli scalini ancora in pietra tengono l’ambiente molto fresco, i mobili bianchi richiamano gli ambienti bucolici della Provenza così come le sedute in ferro battuto del giardino. Le camere, accoglienti, mixano mobili antichi con soluzioni più moderne specialmente nei bagni. Completa il quadro la cantina dove viene conservato il Barbaresco prodotto dai loro vitigni e dove periodicamente organizzano delle romanticissime cene tra le botti.