Dieci Piccoli Indiani

Agatha Christie è la mia scrittrice preferita. Credo di aver letto tutti i suoi gialli, anche più di una volta. Trovo che dall’incipit di ogni libro giochi una partita quasi ad armi pari con il lettore, dove il finale sorprende senza tradire.

Cosa che invece non accade con altri scrittori. Se avete mai letto le avventure di Sherlock Holmes sapete di cosa parlo.

Di tutta la produzione della Christie trovo che il risultato più felice sia quello di “Dieci Piccoli Indiani” seguito da “Assassinio sull’Orient Express”. Le due facce della medaglia “uno contro tutti” a voler ben vedere. In comune anche un retrogusto di sigaro, whisky e anni trenta. Se dovessi scegliere un tè da abbinare alla loro lettura non avrei dubbi: il Pu-Erh, invecchiato e corposo, mi sembra il più indicato. Potremmo considerarlo, al pari di certi liquori, un infuso da meditazione.

A livello tecnico si tratta di un tè prodotto in Cina nella provincia dello Yunnan, che subisce una particolare fermentazione favorevole alla proliferazione di speciali microorganismi che  gli conferiscono particolari proprietà benefiche.

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